Cani e umani invecchiano in modi sorprendentemente simili
Molti proprietari sentono i loro cani come parte della famiglia. Ora una ricerca recente indica che questo legame potrebbe essere più profondo di quanto immaginato: a livello biologico, cani e umani condividono pattern di invecchiamento molto simili.
Uno studio pubblicato nell’aprile 2026 su The Journals of Gerontology ha scoperto che i segnali biologici in grado di predire la longevità o la morte prematura negli umani compaiono anche nei cani. I risultati provengono dall’analisi di migliaia di composti chimici nel sangue dei cani partecipanti al Dog Aging Project, uno studio a lungo termine che coinvolge migliaia di cani domestici negli Stati Uniti.
I metaboliti come impronta digitale della longevità
I ricercatori hanno scoperto che i pattern dei metaboliti — piccole molecole prodotte dal metabolismo — associati al rischio di morte nei cani sono molto simili a quelli riscontrati negli umani. «Le molecole rischiose per i cani o protettive contro la morte prematura sono molto simili a quelle trovate negli umani», ha spiegato Kate Creevy, professoressa al College of Veterinary Medicine della Texas A&M University.
Secondo Creevy, questi risultati rafforzano il valore dei cani come modelli di ricerca per comprendere la salute e la longevità umana. «Se abbiamo gli stessi target, possiamo sfruttare la ricerca sugli umani a beneficio dei cani e viceversa».
Perché i cani sono migliori dei topi per studiare l’invecchiamento
Matt Kaeberlein, uno dei fondatori del Dog Aging Project, sostiene che i cani siano un modello migliore dei tradizionali animali da laboratorio. I topi vivono in ambienti controllati che non riflettono la complessità della vita umana. I cani, al contrario, respirano la stessa aria, sono esposti agli stessi inquinanti, consumano cibi simili e sviluppano le stesse malattie legate all’età.
Inoltre, i cani hanno una durata di vita molto più breve (12-13 anni rispetto ai 70+ anni umani), permettendo agli scienziati di osservare l’intero processo di invecchiamento in un tempo molto più rapido.
La conferma dai grandi studi umani
Per verificare che i risultati non fossero un fenomeno limitato ai cani, i ricercatori hanno confrontato i dati con cinque grandi studi sulla mortalità umana. In tutti gli studi, i pattern di metaboliti correlati alla morte precoce e alla longevità mostravano una similarità consistente, rafforzando l’ipotesi che umani e cani condividano importanti meccanismi biologici nell’invecchiamento.
Lezioni per i proprietari di cani
Per i proprietari, il messaggio è chiaro: ciò che è buono per la salute umana lo è anche per i cani. «Mantenere una dieta sana, un peso corretto e garantire la mobilità e la salute cognitiva è simile a ciò che faremmo per noi stessi», ha concluso Creevy.
Jamie Justice della Wake Forest University School of Medicine sottolinea che la strada verso terapie anti-invecchiamento è ancora lunga, ma le somiglianze biologiche tra umani e cani diventano sempre più evidenti, aprendo nuove prospettive per la ricerca sulla longevità.












